Ingegneria Bionica: nuova frontiera dell’ingegneria biomedica

Bionics engineering is a new frontier of biomedical engineering. Bionics indicates the research area which integrates the most advanced robotics and bioengineering technologies with life sciences, such as medicine and neuroscience, materials science, etc., with the ultimate goal of inventing and deploying a new generation of biomimetic machines, human-centred healthcare and (more generally) assistive technologies.

One of the primary goals of the M.Sc. in Bionics Engineering is to challenge a selected core of very highly qualified students that, besides acquiring high-level professional skills, will also foster the progress of the research activities in the bionics field. Graduates in Bionics Engineering will be able to close the innovation loop by both translating the knowledge across application scenarios and transferring scientific insights into market opportunities.

Come è possibile intuire dalla descrizione del mio corso di laurea, faccio riferimento alla categoria degli ingegneri biomedici (LM-21), ma con delle differenze che hanno preso forma solo negli ultimi anni.

Fin da piccolo immaginavo come sostituire pezzi del mio amato robot Emiglio, che ormai non voleva saperne proprio più di essere smontato e rimontato. Probabilmente la mia passione nacque in quegli anni, prima ancora di capire cosa significassero parole come Robotica o Bionica.


All’età di 19 anni iniziai il mio percorso di studi in ingegneria biomedica all’università di Pisa, un po’ come una sfida per un ragazzo pieno di capelli da sempre scarso in matematica. Fra alti e bassi alla fine la triennale finì, e mediante colloquio mi aggiudicai una posizione in un gruppo selezionato di 20 persone.

Oggi mi ritrovo in un ambiente stimolante, a stretto contatto con l’istituto di Biorobotica di Pontedera, uno dei massimi centri internazionali per quanto riguarda la biorobotica, e più in generale la robotica al servizio dell’uomo.


Forse la cosa più emozionante di questa strada è il senso di libertà (e di incertezza) che caratterizza le mie giornate, come un esploratore che in realtà non sa proprio dove sta andando a parare.

Una definizione di Bionica presa da wikipedia è la seguente:

La bionica (conosciuta anche come biomimetica, mimetica biologica) è l’applicazione di metodi e sistemi biologici trovati in natura nello studio e nel design di sistemi ingegneristici e della moderna tecnologia. In senso più stretto il termine in genere si riferisce alla branca dell’ingegneria biomedica che applica la cibernetica alla riproduzione di funzioni degli organismi viventi descritte dalla fisiologia, soprattutto dalla neurofisiologia e dall’elettrofisiologia, per esempio per la creazione di organi artificiali facenti parte del sistema nervoso o da esso controllati.

Penso che la biorobotica sia il campo che più mi attiri, ma ancora è presto per dirlo, poichè anche l’affective computing e il campo della social robotics si stanno rivelando parecchio interessanti.
Più in generale ci si occupa anche di esoscheletri per la riabilitazione motoria, di protesi neurali e di sistemi biomimetici.

Mi piacerebbe chiudere con la frase che potete trovare fissa nella homepage e che mi ha aiutato nei momenti di difficoltà:

Perchè accontentarsi di essere un marinaio se puoi essere un pirata ?

Io sono nato pirata?

Sinceramente non so dirlo con certezza, ma penso che provarci fino alla fine possa essere molto interessante!

Creatività e ispirazione della natura sono concetti già sfruttati da Leonardo da Vinci, che probabilmente è stato uno dei primi pirati della storia in questo ambito multidisciplinare.
Si potrebbe parlare di Ingegneria “fluida”, che si adatta in continuazione come un corso d’acqua per trovare nuove soluzioni per problemi complessi.

Spero che possa piacerti saltare da una nave all’altra con me in questo blog, è un progetto nuovo e che perseguo senza ulteriori fini se non la divulgazione e tenere un mio portfolio di progetti e lavori.

Grazie.

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